Borgo Medioevale di
Montone in Umbria
Edificato sulla parte più alta di un colle che domina la confluenza dei fiumi Tevere e Carpina, Montone è un piccolo borgo medioevale, perfettamente conservato ed immutato nei secoli. Una volta giunti qui, è difficile non innamorarsene. Possenti mura circondano l’abitato, vie strette e tortuose si snodano e si alternano alle ampie scalinate che percorrono il centro. Le origini di Montone risalgono al X sec., o almeno è solo da questo momento che si hanno notizie certe della sua esistenza. Le vicende del paese seguono l’alterna sorte della famiglia Fortebracci e nel XV sec. la città raggiunge il suo massimo lustro, grazie alla figura di Braccio da Montone, grande capitano di ventura, famoso per le sue abilità di stratega e per la sua spregiudicatezza politica. Numerosi sono stati gli artisti che hanno realizzato opere per questo piccolo paese: Fioravante Fioravanti (architetto bolognese), per la progettazione della Rocca, Antonio Alberti (pittore ferrarese), per decorare le case di Braccio e molti altri ancora. Nel 1473 Carlo Fortebracci, figlio di Braccio, combatte al servizio della Serenissima Repubblica di Venezia e valorosamente riesce a ricacciare i Turchi in mare, ricevendo in dono una Spina della corona di Nostro Signore Gesù Cristo. Carlo invia a Montone la preziosa reliquia e decreta di essa la festa il Lunedì dell’Angelo. La leggenda narra che all’arrivo del primo drappello di soldati, le campane della città cominciassero a suonare da sole. Ancora oggi, la Santa Spina, attira un gran numero di persone ( La "Donazione della Santa Spina" ha ottenuto il patrocinio della “Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO”). Di grande importanza, la Rievocazione storica ad essa legata che si svolge la settimana che precede la penultima domenica di agosto: i Rioni in cui si divide il paese gareggiano con bandi di sfida, rappresentazioni medioevali e si cimentano nel tiro con l’arco, per aggiudicarsi il Palio ed eleggere la propria Castellana (Margherita Malatesta, moglie del Conte Carlo). È un tuffo nella storia, il paese diventa un teatro naturale, il campanilismo divide i rioni e l’allegria trasuda nelle taverne, sempre pronte ad offrire un gustoso piatto caldo e un buon bicchiere di vino.
Fonte:
www.comunemontone.it
